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Agente FIFA: Paolo Foggi ci racconta come diventare procuratore sportivo

Come nasce la sua agenzia e come si diventa agente FIFA?PaoloFoggi
Io non ho un’Agenzia ma lavoro “in proprio” collaborando fattivamente da oramai 5 anni con il collega Matteo Baggio.. Il nostro mentore è stato (e lo è ancora tutt’oggi) l’Agente FIFA Andrea Bagnoli che all’inizio ci ha dato preziosissimi consigli e svelato qualche segreto di questa attività. Andrea si è sempre dimostrato molto disponibile verso noi “novizi Agenti” ed ancora oggi è sempre prodigo di consigli; una persona che non finirò mai di ringraziare.
Agente FIFA si diventava preparandosi con dei corsi specifici (io ed il mio collega Matteo ad esempio abbiamo seguito un corso presso uno Studio Legale specializzato di Reggio Emilia dove ci recavamo tutti i sabati). Finito il corso di preparazione (Diritto Sportivo, Diritto sul Lavoro, e tanto altro ancora) inviavamo tutta la documentazione necessaria (dovevamo avere almeno il diploma di Scuola Media Superiore) alla FIGC per andare a Roma a sostenere l’Esame. Dico solo che nella sessione di esame a cui abbiamo partecipato noi, su poco piu di 800 partecipanti siamo diventati Agenti FIFA in circa 70, questo a dimostrare le difficoltà delle materie oggetto dell’esame.
Da un paio di anni è cambiato tutto: la FIFA (quando ancora era guidata dal Sig. Blatter) decise di dare la facoltà alle varie Federazioni di togliere o meno l’Albo degli Agenti FIFA; mentre Francia, Regno Unito, Germania ed altri lo hanno mantenuto, la FIGC lo ha abolito e così facendo di fatto lo ha aperto a tutti. Oggi chiunque si alzi la mattina e gli venga l’idea di fare l’Intermediario Calcistico paga una quota alla Federazione e di fatto diventa Procuratore, senza preparazione, senza sapere niente di normative Europee e delle normative federali Italiane(le N.O.I.F.). Oggi chiunque può diventare Procuratore.
Un consiglio che do sempre ai ragazzi ed ai genitori: quando venite approcciati da un Procuratori fatevi mostrare il Tesserino di Agente FIFA che non serve più a niente ma dimostra che si ha a che fare con una persona ben preparata per poter svolgere questa attività. Ricordatevi che il nostro settore è strapieno di ciarlatani ed è davvero un’attimo ritrovarsi in mani sbagliate o inesperte.
 Il Leicester in Inghilterra ha fatto un vero e proprio miracolo sportivo, per molti tutto questo in Italia non potrebbe mai succedere, qual è la sua opinione in merito?
Il Leicester in primo luogo ha approfittato di un’annata disastrosa dei top club inglesi (i due Manchester, il Chelsea, il LIverpool, l’Arsenal) che hanno avuto un’andatura molto altalenante ed a tratti disastrosa; in secondo luogo, secondo me, il veri artefici di questo miracolo sono due, il Presidente e Mister Ranieri. Il primo perchè ha lasciato sempre agire Ranieri senza mai interferire mentre il secondo è riuscito a creare un gruppo unito, coeso e sempre più convinto dei propri mezzi.
Quando a Natale si sono ritrovati in testa con parecchi punti sulla seconda si sono detti: siamo qui…..proviamoci. E ci sono riusciti alla grande!!!. I giocatori sono stati eccezionali (bomber Vardy, il talentuoso Marhez, il moto perpetuo Kantè, il figlio d’arte Schmeichel) e tutti gli altri hanno trovato un’annata oserei definire irripetibile e si è così creata quell’alchimia che li ha resi quasi invincibili.
Non so se in Italia potrà accadere questo ma attenzione che i miracoli succedono anche da noi seppur non vincendo lo scudetto ma compiendo altre imprese: il Crotone che sale in A (lo scorso anno era toccato a piccole realtà come Carpi ed al Frosinone) il Trapani che con una serie incredibile di vittorie consecutive accede ai play-off di B, eppoi con un po di sano campanilismo lasciatemelo dire: la piccola realtà Tuttocuoio squadra di calcio della frazione di Ponte a Egola, circa 4500 anime (comune di San MIniato  –  Provincia di Pisa) che in otto anni dalla promozione è arrivata fino in C vincendo titoli a ripetizione e con la stagione appena conclusa è la terza volta che riesce a mantenere la categoria.
Oggi nel calcio nulla può essere lasciato al caso; occorre programmazione, serietà, professionalità e capacità gestionali. Senza queste componenti le società vanno poco lontano.
Sabatini proprio ieri ha dichiarato alla Gazzetta dello sport che non esistono giovani Italiani validi dalla D alla A e che a roma sarebbero comprimari lei è d’accordo?
Non sono affatto d’accordo con il Direttore; in Italia ci sono ragazzi bravi sia in A e sia nelle categorie minori: solo per citarne alcuni: lo stesso Florenzi della Roma, Mandragora, Verde e Lapadula del Pescara, Citro del Trapani, Scannapieco e Panico della Primavera del Genoa; Chiesa della Primavera della Fiorentina, Romagna della Primavera della Juventus, bomber Scappini del Pontedera (Lega Pro) e tanti tanti altri, magari anche non proprio giovanissimi ma che avrebbero meritato ben altri palcoscenici. Forse il Direttore dovrebbe frequentare un po più i campi minori per rendersi bene conto che a volte al posto dello straniero di turno c’è di meglio in B o in Lega Pro.
 Quali sono secondo lei i giovani di cui sentiremo parlare nella prossima stagione?
Sicuramente Mandragora già acquistato dalla Juventus, Grassi del Napoli, Ricci del Crotone, Monachello dell’Atalanta. Inoltre faccio i nomi di quattro Under 19 che avranno un grande futuro: Ghiglione (Genoa), Chiesa (Fiorentina), Locatelli (Milan) ed Edera (Torino).
 Cosa si sente di consigliare ai ragazzi che vogliono intraprendere il mestiere di Procuratore sportivo?
Che non sono tutte rose e fiori. Specialmente all’inizio c’è tanto sacrificio, tante porte sbattute in faccia, tanto “marciapiede” nell’attesa del D.S. con cui devi parlare, macinare tanti chilometri ma non lasciare niente al caso, seguire il proprio istinto e non mollare mai.
Inoltre consiglio di essere  ben preparati dal punto di vista normativo e di avere un comportamento sempre corretto e serio con i propri assistiti. A farsi un nome ci vuole una vita, a bruciarselo un’attimo.
Ringraziamo Paolo Foggi per la disponibilità